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Charles Burney
Diario musicale di un viaggio in Italia (1770)
Traduzione e note di Riccardo Allotto
VIII
(segue Venezia)
Venerdì 10 agosto
Stamane mi ha fatto una lunga visita il signor Lattila, che mi diede molte informazioni sulle condizioni della musica a Venezia nel passato e nel presente. Mi raccontò che i conservatori qui furono fondati, come ricoveri, circa 200 anni fa. Inizialmente le ragazze studiavano solo il canto fermo ecclesiastico (come da noi nelle parrocchie), ma in seguito impararono a cantare a più parti e infine completarono la loro istruzione aggiungendo lo studio strumentale a quello vocale. Egli mi confidò che la spesa per la formazione musicale non è molto grande in quanto in ogni scuola ci sono cinque o sei maestri per insegnare il canto e molti strumenti, mentre le ragazze più anziane guidano e aiutano le più giovani. Compositore e direttore è solo il maestro di cappella; qualche volta, inoltre, egli scrive delle arie e dirige tutte le prove e le esecuzioni pubbliche.
In questi istituti si sono costantemente susseguiti dei provetti maestri. Alla Pietà ci fu un tempo Hasse,[1] che lasciò un Miserere tuttora eseguito nella Settimana Santa: una composizione, a dire dell’abate Martini, veramente eccellente. Il signor Galuppi, attuale maestro di Cappella in San Marco e al Conservatorio degli Incurabili, era discepolo del celebre Lotti, da tempo noto come ottimo esecutore al clavicembalo nonché in possesso di una fertile inventiva come compositore. La scuola veneziana è buona nel contrappunto, ma migliore per lo stile e l’invenzione meno severi. Il signor Lattila, che fu anche lui Maestro alla Pietà, mi
- ↑ Il celebre organista sassone Johann Adolf Hasse (1699-1784) non fu maestro alla Pietà, ma agli Incurabili (1727), istituto per il quale scrisse il celebre Miserere.
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