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Pagina:Musica d'Oggi, 1962.djvu/202

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Conoscere Manuel de Falla


Manuel de Falla nacque il 23 novembre 1876, a Cadice; e l’aver padre valenzano e madre catalana non gl’impedì di considerarsi andaluso. A Cadice infatti visse i suoi primi venti anni, ebbe le prime impressioni, fece i primi studi. Presto conobbe musiche di Rossini, Donizetti, Bellini, Haydn, Beethoven, Chopin, Gounod, Saint-Saëns, studiò pianoforte, armonia e contrappunto, e cominciò a comporre musica da camera. Già a nove anni rappresentava con un suo teatrino di fantocci avventure di Don Chisciotte, e a undici fantasticava di comporre un’opera ambientata in un’immaginaria città sita in mezzo all’Atlantico. Fin d’allora, dunque, i germi del Retablo e della Atlantida erano nella sua mente.

Una seconda fase della sua vita cominciò nel 1896, quando con la famiglia si trasferì a Madrid. Qui studiò pianoforte con José Trago, e per quattro anni (1901-1904) composizione con Felice Pedrell, l’apostolo del rinnovamento musicale spagnolo; il quale tra l’altro gli fece conoscere l’ultimo romanticismo tedesco (Wagner, Brahms, Bruckner), i russi (allora quasi sconosciuti, e non solo in Ispagna) e addirittura Debussy. A Madrid Falla esordì come qualunque altro compositore spagnolo d’allora, ossia nella zarzuela: la forma nazionale dell’operetta. Compose la musica di cinque zarzuelas, due delle quali in collaborazione con uno specialista di gran nome, Amadeo Vives; e una fu eseguita, con un certo successo. Infine nel 1905, oltre a un concorso di pianoforte, ne vinse uno per un’opera con La Vida breve, che però per il momento non fu pubblicata nè messa in scena.

Terza fase, la permanenza a Parigi (1907-1914). Falla ci era capitato per caso, scritturato come pianista e direttore da una modesta compagnia di pantomime che girò Svizzera, Francia e Belgio; ci rimase perchè Parigi era allora la capitale della musica moderna, e perchè appunto i musicisti ch’egli aveva vagheggiato da lontano come modelli intuirono sùbito il suo genio e gli protestarono amicizia fattiva. Furono infatti Debussy, Ravel e Dukas che indussero l’editore Durand a pubblicargli alcuni pezzi per pianoforte scritti a Madrid, e che nel 1913 riuscirono a provocare l’esecuzione della Vida breve a Parigi e a Nizza. Ma La Vida breve per quanto riveduta e ampliata, era ancora un lavoro di giovinezza; i primi capolavori di Falla nascevano solo allora, a contatto con quei maestri: e furono le Noches en los jardines de España per pianoforte e orchestra

Articolo pubblicato sul programma della Scala in occasione della prima rappresentazione e qui ristampato per gentile concessione.

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