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Charles Burney
Diario musicale di un viaggio in Italia (1770)
Traduzione e note di Riccardo Allotto
VII
(segue Venezia)
Venerdì 3 agosto
A Venezia intendevo compiere molte ricerche, e su esse avevo riposto molte speranze, sia per quanto riguarda il passato, sia per il presente. La basilica di S. Marco ha sempre avuto una schiera di valenti maestri, da Adriano,[1] il predecessore di Zarlino,[2] a Galuppi,[3] l’attuale stimato compositore. Venezia, inoltre, è stata una delle prime città europee a coltivare il dramma in musica o opera, e nello stile sacro è stata onorata da un Lotti[4] e da un Marcello.[5] A questi meriti si aggiungono i conservatori
- ↑ Adriano: con il semplice nome (o Messer Adriano) era noto già nel Cinquecento, il fiammingo Adriano Willaert (Bruges, 1480/90 - Venezia, 1562) che fu maestro di cappella in S. Marco dal 1527 fino alla morte. Il predecessore di Zarlino non fu però il Willaert, ma Cipriano de Rore, che tenne il posto di maestro di Cappella in S. Marco per poco più di un anno nel 1563-64.
- ↑ Giuseppe Zarlino di Chioggia (1517-1590), uno dei più grandi teorici della musica di tutti i tempi, autore della Istitutioni armoniche, fu maestro di cappella in S. Marco dal 1565 alla morte.
- ↑ Baldassarre Galuppi, nato a Burano (nel 1706: per questo fu detto il Buranello, m. a Venezia nel 1785), allievo di Lotti, compositore tra i più rinomati della sua età è certo il più autorevole nella Venezia del suo tempo. Dal 1748 secondo maestro di cappella in S. Marco, passò alla carica di primo maestro nel 1762.
- ↑ Antonio Lotti (1667 C.-1740) svolse tutta la sua attività nella cappella di S. Marco, passando da cantore successivamente ai posti di secondo, di primo organista, di maestro di cappella. Le sue composizioni nello stile severo da chiesa erano assai apprezzate.
- ↑ Il nobile e «dilettante» Benedetto Marcello (1686-1739) nel genere sacro è ricordato soprattutto per la composizione di 50 salmi di Davide su testo italiano parafrasato da G. Giustiniani.
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