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ivi esistenti e i canti dei gondoleri (sic), i quali sono tanto celebrati che non esiste collezionista di gusto in tutta l’Europa che non ne possegga: si riconoscerà allora che la mia attesa era ben giustificata.
La prima musica che udii, subito dopo il mio arrivo, era eseguita per la strada da un gruppo di suonatori ambulanti composto di due violini, violoncello e canto. Pur suscitando nella gente del luogo un’indifferenza pari a quella dei venditori di carbone e degli ostricari in Inghilterra, essi davano prova di tale valentia che in qualsiasi altro Paese europeo avrebbero raccolto applausi giustamente meritati. I violinisti eseguivano con molta precisione passaggi diffìcili, il violoncellista era preciso e ben intonato, e la voce (che era di donna) aveva un bel timbro e tutte le qualità che distinguono un buon cantante, cioè estensione, uguaglianza e agilità. D’ora in poi non mi soffermerò più sulle esecuzioni di questo tipo nelle quali mi sono imbattuto; sono infatti così numerose che la ripetizione diventerebbe stucchevole.
Sabato 4 agosto
Venezia è celebre per i suoi conservatori, o scuole di musica, che essa vanta in numero di quattro: l’Ospedale della Pietà, quello dei Mendicanti, degli Incurabili e l’Ospedaletto a S. Giovanni e Paolo[1]. In ognuno di essi si fa musica tutti i sabati e le domeniche sera, oltre che nelle grandi solennità. In serata mi sono recato all’Ospedale della Pietà. Maestro di cappella in carica è il signor Furlanetti,[2] un sacerdote; i cantanti e gli strumentisti erano tutti donne: l’organo, i violini, i flauti, i violoncelli e persino i corni erano suonati da esse. La Pietà è una specie di ospizio per trovatelli posto sotto la protezione di parecchi nobili, mercanti e cittadini i quali contribuiscono annualmente al loro sostentamento, nonostante che la spesa sia assai alta. Queste ragazze sono mantenute qui finché si sposano, e quelle che mostrano disposizione per la musica vi sono istruite dai migliori maestri d’Italia. La composizione e l’esecuzione di stasera non uscivano dalla mediocrità: fra le cantanti non ho scoperto nes-
- ↑ I quattro ospedali o conservatori veneziani furono soppressi, per ragioni economiche, a date diverse. Nel periodo del loro maggior splendore (secolo XVIII) furono tra altri, maestri dei vari conservatori veneziani Lotti, Caldara, Hasse, Porpora, Traetta, Jommelli, Santi, Galuppi, Sacchini e Cimarosa.
- ↑ Bonaventura Furlanetto, o Furlanetti, detto Musin (1738-1817), maestro di cappella in varie chiese veneziane, successe al Bertini come primo maestro in S. Marco. Scrisse una grande quantità di azioni sacre, messe, salmi, motetti, ecc.
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