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Pagina:Musica d'Oggi, 1962.djvu/74

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I volti musicali di Falstaff


Dall’immortale commedia di William Shakespeare The Merry Wives of Windsor sono state tratte sette opere musicali teatrali a noi conosciute: due inglesi, dello stesso titolo, di William Balfe e di Henry Bishop, tre tedesche, Die lustigen Weïber von Windsor di Otto Nicolai, assai famosa e molto rappresentata tuttora nei paesi germanici, e altre due di Bitter e di Dittersdorf, e in Italia i due Falstaff di Salieri e di Verdi. Esistono poi una Ouverture di Arthur Seymour Sullivan e uno Studio sinfonico di Edward Elgar.

Parleremo qui soprattutto delle tre più importanti versioni musicali della commedia: le uniche che siano note per la loro universale diffusione e per la fama dei loro autori. Le altre ci sono state soltanto in parte finora accessibili, e per quanto ne abbiamo saputo non sembra che varchino i limiti della normale piacevolezza. Comunque ameremmo vedere, per esempio, un’altra delle Settimane Musicali Senesi infrangere il dogma dell’italianità dei suoi temi, e presentarci tutte le facce del poliedro. Tanto più che, come vedremo, elementi di italianità, nel testo e negli spiriti della musica, si trovano anche in alcuni degli altri lavori.


ANTONIO SALIERI


Cominciamo con l’opera più antica: quella del Salieri.

Per comprendere il carattere e l’arte di Antonio Salieri la cosa migliore è leggere la vita che scrisse di lui un musicista tedesco che gli fu amico, e che, sulla scorta dei suoi stessi appunti, ne tracciò una biografia, che è stata pubblicata, nella traduzione italiana di B. Allason, da A. Della Corte (Torino, 1936). Autore della biografia è Ignazio F. von Mosel, nato a Vienna nel 1772 e morto, anche a Vienna, nel 1844, operista e sinfonista.

Salieri, di cui oggi normalmente si parla e si scrive assai poco, fu invece universalmente celebre al suo tempo, tanto che non è possibile leggere qualcosa intorno a Schubert o Beethoven, di cui fu maestro, come lo fu altresì di Liszt, o in genere intorno alla Vienna del tempo a cavallo fra Sette e Ottocento, senza imbattersi nel nome augusto di Salieri, che fu a Vienna come un nume indigete.

Eppure era nato in Italia, a Legnago nel Veneto, il 19 agosto 1750, ed era stato condotto a Vienna sedicenne, come una bella promessa i cui frutti non si fecero attendere, da un musicista illustre, Floriano Gassmann, che lo tolse, con gentile permesso, al suo protettore veneziano, Giovanni Mocenigo.


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