Pagina:Mussolini - Il mio diario di guerra, 1923.djvu/82

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74 benito mussolini


27 Ottobre.


Nevica. La neve filtra dal nostro riparo, dove siamo in cinque. Accendiamo il fuoco. Ora è permesso. Ma il fumo ci acceca. Il cannoncino inizia la sua solita quotidiana sfottitura. Totale: colpi 50 a shrapnel. Tiro stracco ed inefficace. Alcuni feriti. Il 4° plotone della nostra compagnia si è recato di guardia agli avamposti.


28 Ottobre.


La nostra artiglieria bombarda le posizioni degli austriaci. Giunge una triste notizia. Il nostro plotone di guardia è stato «provato» duramente dall’artiglieria austriaca.


29 Ottobre.


Neve in quantità. L’aspirante ufficiale Raggi è venuto nel mio ricovero e mi ha parlato dell’episodio di ieri. Egli è rimasto miracolosamente incolume. Gli austriaci prodigano le cannonate, anche quando il bersaglio è costituito da un soldato solo e non meriterebbe uno spreco di munizioni. Fatto si è che gli austriaci hanno sparato 47 colpi da 75 contro un riparo dove stavano rannicchiali cinque bersaglieri e l’aspirante Raggi. La penultima cannonata è stata micidiale. Uno dei bersaglieri ha avuto braccia e gambe spezzate. Un altro è stato ferito meno gravemente. Infine, il caporal maggiore Camellini, della classe dell’84, ha avuto