Pagina:Myricae.djvu/146

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122 myricae


quel sul cipresso, questo su l’alloro,
al bosco, lungo il chioccolo d’un rivo,
6nell’ombra mossa d’un tremolìo d’oro.

E covano sul musco e sul lichene
fissando muti il cielo cristallino,
con improvvisi palpiti, se viene
10un ronzìo d’ape, un vol di maggiolino.




V


Vespro



Dal cielo roseo pullula una stella.

Una campana parla della cosa
col suo grave dan dan dalla badia;
onde tra i pioppi tinti in color rosa
5suona un continuo scalpicciar per via:
passa una lunga e muta compagnia
con fasci di trifoglio e lupinella.

Una fanciulla cuce, ed accompagna,
cantarellando, dalla nera altana,
10un canto che s’alzò dalla campagna,
quando nel cielo tacque la campana:
s’alzò da un olmo solo in una piana,
da un olmo nero che da sè stornella.