Pagina:Narrazione, e disegno della terra di Prato di Toscana.djvu/34

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30 NARRAZIONE DI PRATO

scritto il Castello di Prato, che cosi anticamente si dicevono tutte Fortezze, Castelli, come disse il divino Ariosto, parlando di quello di Milano.

Espugnera ’l Castel, che prima stato
Sarà non espugnabile stimato.

Intendendo, e volendo dire la Terra di Prato per questo Castello, fatto da Federigo Imperadore Germano, quale fu fatto Imperadore l’anno 1153. visse nell’Imperio anni 37. e fu il CVIII. Imperadore, e dopo lui, ne sono stati cento altri, fino a Massimiliano d’Austria, che sono in tutto CCVIII. cominciando da Gaio Giulio Cesare, che occupò l’Imperio dal principio di Roma, dato da Romolo 706. dopo la Creazione del Mondo anni 3913. e de’ Pontefici Romani successori di San Piero, e di Giesu Vicarij 234. fino a Gregorio XIII. e de’ primi, fino al numero di 34. tutti furono martirizati l’uno dopo l’altro per la Fede di Giesù Christo, e dal principio del Mondo fino al tempo, che siamo 1594. anni 5555. secondo il Sommario di F. Leandro Alberti nella sua Italia a c. 129. e di detti 234. Pontefici ne sono stati di Roma, cioè Romani 97. tanto è stata fottunata questa alma Città, e non senza ragione li viene dato l’epiteto da tutti gli Scrittori della fortunatissima Roma; e detto Federigo dice, che edificò detto Castel di Prato; ma vuol dire la fortezza,

e non