Pagina:Neera - Addio, Firenze, Paggi, 1897.djvu/129

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addio! 115


passarmi davanti giorni di gaudio senza fine, una non interrotta ebbrezza, un oblio del mondo intero — e lunghe confidenze e teneri abbandoni e un desiderio infinito di amare, di godere, di vivere!

Io stavo per gridargli: Sì fuggiamo, sono tua; conducimi sotto i cieli più azzurri, sotto le più verdi ombre; ho bisogno d’aria, di fiori, di spazio, di laghi fosforescenti, di miti raggi e de tuoi baci.... oh, de’ tuoi baci.

Ma qual’ombra mesta e invendicata mi si rizza davanti reclamando il suo onore? Qual voce mi grida: Spergiura! Quale angelo ultimo rimasto alla custodia del mio cuore, si copre tristamente colle sue ali e mormora: adultera, adultera!...

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Massimo — diss’io allontanandomi dolcemente — un’ora basta per perdere una vita; io vi ho dato la mia in quell’ora.... nulla or più mi resta.

— Che parole ascolto, Valeria? Ben comprendevo i vostri scrupoli di donna onesta e di moglie fedele, e li ho, martorizzandomi,