Pagina:Neera - Duello d'anime, Milano, Treves, 1911.djvu/19

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tente, incisiva, dominatrice di turbini e di tempeste.

— Sappiamo che tu devi essere il nostro duce.

— Il nostro duce! il nostro duce! — gridarono tutti.

— Credete in voi stessi, appoggiatevi alle vostre forze, scavate nelle riserve profonde dell’anima vostra. Ogni uomo può essere condottiero di sè stesso perchè virtualmente abbiamo tutti la scintilla dalla quale deve scaturire la luce. L’imitazione è opera sterile.

Così disse Filippo Cònsolo.

— Noi non vogliamo imitarti, ma poichè ci cammini innanzi è giocoforza che ci insegni la strada — ribattè Guido Pesaro.

Daisini soggiunse sorridendo:

— Di tutti noi fino ad ora sei tu solo l’eroe, poichè solo vincesti.

In una tavola a parte l’Agrati e qualcun altro stavano stappando alcune bottiglie di vino di Sciampagna. Stello, approfittando di un momento in cui Filippo Cònsolo era meno circondato, gli si avvicinò per fargli le sue congratulazioni.