Pagina:Neera - Duello d'anime, Milano, Treves, 1911.djvu/296

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di una forza che si era atteggiata a domi¬natrice degli eventi e che cedeva sotto la percossa proditoria di una debolezza latente, corrosa nella profondità delle sue radici, minata nell’intima essenza del suo orgoglio, agonizzante per un ultimo iro¬nico insulto dinanzi a lei, alla mercè sua !...

  • * * II medico veniva due volte al giorno inquieto per l’andamento subdolo della malattia che faceva presupporre un focolare d’ infezione interna e nella attesa che si manifestasse aveva ordinato tranquillità assoluta e vigilanza continua.

Appena Stello, l’amico fedele, era ammesso per pochi istanti sulla soglia della camera, ma quanto alle cure da prestare all’ infermo Minna respingeva qualsiasi aiuto. Provava una voluttà sottilissima a trovarsi sola con Filippo, a reggerlo tutto sulle sue braccia, a tornare quasi ad amarlo di un amore immateriale dove tutto l’aroma della