Pagina:Neera - La sottana del Diavolo, Milano, Treves, 1912.djvu/137

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


L'uomo dei palloni

Col suo leggero bagaglio appeso ad un filo, trascinando un paio di scarpe non sue (da tempo immemorabile egli non si era pagato il lusso di scarpe nuove) l'uomo dei palloni veniva ogni giorno dalle due alle quattro a collocarsi in piazza Cavour presso il cancello dei Giardini Pubblici. Tutte le mammine, le bambinaie, le nutrici che affollano in quell'ora gli ombrosi sentieri lo conoscevano; lo conoscevano soprattutto i bimbetti, i quali, appena riuscivano a scorgerlo sotto la massa ondulante delle vesciche multicolori, si aggrappavano alle gonne delle loro custodi gridando con uno scoppiettìo di gioia: "L'uomo dei palloni! L'uomo dei palloni!" E l'uomo dei palloni, assicurata alle lancie del cancello la sua volubile merce, attendeva di piè fermo l'allegro sciame dei bimbi con