Pagina:Neera - La sottana del Diavolo, Milano, Treves, 1912.djvu/21

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la sottana del diavolo 15


non si sarebbe mai più presentata una eguale occasione per cambiare il meschino abituccio di cotone che era una vergogna a vedersi sul corpo benedetto di Maria Santissima. Poi era un modo di propiziare continuamente l’anima della defunta tenendola presente alla misericordia divina. Infine restava visibile a tutto il paese una memoria del benefizio ricevuto e questo era quasi un dovere.

Tanto disse e tanto fece l’Agata, rincalzando i suoi argomenti con quelle infinite piccole premure che ogni donna sa trovare quando vuole ottenere qualche cosa da un uomo, che il parroco finì per accondiscendere; ed ella, felice, incominciò nell’ombra e nel mistero la grande opera. Importava che non trapelasse nulla prima del tempo stabilito per evitare inutili commenti nel paese, e il tempo stabilito doveva essere la Madonna di settembre, consacrata alla festa particolare di Spadafora.

Con aghi e forbici, con misure e rettifili, piena di trepidanza e di audacia insieme, la serva del parroco si improvvisò sarta del paradiso; tolto dalla statua della Madonna l’abito vecchio, lo distese sulla meravigliosa sottana per rilevarne le proporzioni esatte, sentendo che ella compiva allora l’azione più importante di tutta la sua vita; e taglia e cuci