Pagina:Neera - La sottana del Diavolo, Milano, Treves, 1912.djvu/27

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la sottana del diavolo 21


aveva lasciato la folla dei fedeli; le panche smosse, qualche rosario, qualche fazzoletto per terra, pezzi di stoffa bruciacchiata qua e là. Avvicinandosi all’altare vide la cara Madonna spogliata d’ogni suo ornamento e si sentì stringere il cuore, ma vide in pari tempo un oggetto verso il quale si precipitò con subita speranza. Era una candela dell’altare rovesciata proprio accanto alla sedia dove l’Agata aveva eretto il suo posto di osservazione e dove era caduta in seguito allo svenimento trascinando la candela che senza alcun dubbio aveva infiammato l’abito della Madonna. Ora la spiegazione dell’incendio si presentava semplice, chiara, indiscutibile.

— Signore vi ringrazio! — esclamò il prete inginocchiandosi e baciando con ardore i piedi della Madonna.

Comprese che il buon Dio si era accontentato di punirlo per la sua leggerezza con un po’ di paura e tornò alla pieve con un passo tanto leggero che sembrava volasse.


Nota

Credevo di avere inventato io il nome di Spadafora; invece il segretario del Touring mandandomi la carta del club mi avverte gentilmente che di Spadafora ve ne sono due in Italia. Chiedo grazia per questo terzo.