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Pagina:Neera - Profili, impressioni e ricordi, Cogliati, 1920.djvu/34

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28 Profili, Impressioni e Ricordi

penetrabilità; come pure gli piaceva in certe occasioni a negare la propria schiettezza, mentre era così sincero sempre, anche quando per vaghezza di parere più complicato caricava le tinte del suo colore preferito. Ma ad ogni modo un fondo oscuro c’era nella sua anima e vi si agitavano strane passioni, flore fantastiche e grandiose di un oceano in tempesta.

Penso ancora a lui irresistibilmente leggendo il Manfredo di Byron:

« Il mio spirito non camminò colle anime degli uomini;
« nè guardò sulla terra con occhi umani;
« la sete della loro ambizione non fu mia;
« le mie gioie, i miei rancori, le mie passioni e le mie potenze
« mi fecero straniero.

Questo sentimento di trovarsi straniero in mezzo agli uomini, Alberto Sormani lo provava vivamente e numerose pagine delle sue lettere ne fanno fede.

Prendo una frase: «Non potete credere come mi sento solo anche colle persone più care».

E soggiungeva che in tale solitudine gustava una malinconica dolcezza mista di compassione e di orgoglio.

Egli, così ricco di passioni, non aveva però nessuna di quelle che corrono per il mondo. Le esche meglio apprezzate dagli altri lo lasciavano indifferente; la febbre delle ricchezze e dei piaceri non alterava di una benchè minima pul-