Vai al contenuto

Pagina:Neera - Profili, impressioni e ricordi, Cogliati, 1920.djvu/36

Da Wikisource.
30 Profili, Impressioni e Ricordi

te aristocratica. Parlare a poche anime, ai migliori, agli eletti, ai fratelli. Se per mezzo di questi il mio pensiero potrà passare nel mondo e dominarlo ed inspirare magari gli Sbarbari dell’avvenire, non me ne lamenterò; ma passare senza essere profanato, senza il tramite volgare della popolarità, senza che io mi sia mai dato un momento in pascolo alla folla. Il sospiro eterno di chi pensa altamente è di essere amato da poche anime alte, di possederle come cosa nostra. Fosse un’anima sola, essa può bastare all’anima nostra e può bastare in qualche caso ad irradiarne la luce per tutto il mondo e per tutto l’avvenire.»

Aristocratica — altra delle parole che Egli amava — è l’aggettivo proprio della sua mente e chi lo conobbe può dire se anche le forme esterne corrispondessero a quest’intima armonia, se veramente fosse l’anfora di squisito lavoro contenente uno squisito profumo. Tante doti riunite lo rendevano’ fiero di sè stesso, ma la sua era l’alta fierezza di chi prende per motto: nobiltà obbliga. Egli si sentiva orgoglioso dell’influenza esercitata su chiunque lo avvicinava; influenza elevatrice e purificatrice, di una portata morale di cui è difficile in così poche pagine rilevare l’estensione. Tutti i suoi amici conoscono il bisticcio che Egli fece sul proprio nome, metà per scherzo, metà sul serio, come gli accadeva spesso:

« Albero erto io son Sor agli umani.