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| 18 | italia artistica |
mualdo, i vescovi fiorentini, mentre inconsciamente gli Ottoni plaudivano e gareggiavano in privilegi; e si fondava la Badia; e si andava formando a poco a poco la leggenda attorno alla figura del «gran barone» sulla cui tomba ancora, ogni anno nel giorno di san Tommaso, si depongon le armi, che purtroppo - pei numerosi rinnovamenti e le necessarie sostituzioni - risalgono oggi appena al secolo XVII.
Ormai, attorno al mille, Firenze è una città di primaria importanza: la sua ascensione è segnata. Nel grande lessico che porta il nome di Suida che fu compilato a Bisanzio a mezzo il secolo X, Firenze sola, con Pisa, è rammentata tra le città di Toscana, mentre si tace di Siena e si tace di Lucca, pur sede di marchese; un fiorentino, un tal Ugo, è ammesso nel seguito dell’imperatore e nel 996 siede con lui a giudizio in Ravenna; nel ’55 Enrico III entra solennemente in Firenze e la dichiara città dell’impero, libera dalla soggezione marchionale; nel ’57 e nel ’58 vi dimorano e muoiono due papi: Vittore II e Stefano IX; tra ’l ’59 e il ’61 Niccolò II, già vescovo di Firenze, vi si trattiene coi cardinali, e più tardi, da Roma, pontefice, si compiace di chiamarsi ancora vescovo fiorentino e di esercitarne l’ufficio.
E la città si fa degna di imperatori e di papi, coi suoi monumenti superbi. Dopo le chiese innalzate sotto la dominazione bizantina e longobarda, altre molte sorgono in ogni parte della città; ma ne rimane solo il ricordo o nei documenti, o nei nomi passati ad altri templi ricostruiti e rifatti al loro posto, nel corso dei secoli. Così, tralasciando le chiese minori, fino dal IX abbiamo notizia di Santa Reparata e di San Giovanni: l’una disfatta nel XIV per dar luogo a Santa Maria del Fiore; l’altro, forse completamente ricostruito sul piano primitivo, longobardo,