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| FIRENZE | 47 |
Giotto e il Battistero, quel delizioso
edificio che oggi si chiama la Loggia
del Bigallo (1352-1358) e pel quale
Alberto Arnoldi scolpì la Madonna
ch'è sulla porta; mentre solo più tardi
(dopo il 1425) furono poste sulla fac-
ciata le statuette della Vergine e dei
santi Pietro Martire e Lucia, già ador-
nanti la residenza dei capitani del Bi-
gallo, presso a Orsammichele.
Così, per tutto il secolo, si vanno all'esterno e all'interno decorando edifici religiosi e profani con opere di schietta derivazione d'arte pisana, la quale, se non Giovanni, Tino di Camaino e Nino avevano fatto conoscere, coi loro sepolcri, in Duomo, in Santa Croce, in Santa Maria Novella; mentre Andrea da Pontedera quest'arte irrobustiva, oltre che nei rilievi del Cam- panile, anche nella prima porta di bronzo del Battistero, ove, narrando le storie del Precursore e raffigurando le Virtù, la grazia delle forme goticheggianti chiudeva entro una severa sobrietà di composizione ed una contenuta solennità di atteggiamenti, derivate da Giotto; mentre a quest'arte Andrea Orcagna aggiungeva alcun che dì pittorico.
Ma se chiese, loggie, oratorii s'abbelliscono così graziosamente, i palazzi privati, come quelli pubblici, allungano nude e disadorne le loro facciate pietrigne, con rare e piccole aperture giù in basso, con varii ordini di finestre centinate più in alto; con una loggia al sommo. Tali sono o furono, ad esempio, i palazzi dei Davanzati, dei Cap- poni, dei Bardi, e gli altri innumerevoli, disfatti pei malaugurati lavori del centro.
Ed hanno all'interno, per Io più,
ad ogni piano, un'ampia sala che occupa tutta la facciata e che serve alle
riunioni; e poche altre stanze spaziose
con muraglie dipinte, spesso a finta
pelle di vaio appesa ad alberi tra i
quali svolazzano uccelli dai vivaci colori : ricordo della tenda innalzata sul
campo di battaglia. Oppure vi ridono
fregi con giuochi, con geste d'amore,
con leggende gentili ; oppure vi svariano parati dipinti, con capoletti e
spalliere istoriate : opere di un'arte
che ormai sa trattare qualunque argomento
con vìvace piacevolezza.