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Pagina:Nello Tarchiani Firenze 1915.djvu/60

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48 ITALIA ARTISTICA

Che se Firenze, in confronto con altre città, ha solo tardi una fiorente scuola pittorica; se sullo scorcio del secolo XIII l'arte di Calimala, cui è affidato il tempio di S. Giovanni, deve forse affidare ad artefici romani e veneziani i musaici della cupola, almeno per gli anelli più alti, attorno alla lanterna, offrenti motivi classici Immagine dal testo cartaceo ed arcangeli ed angeli di schietto carattere bizantino, più tardi l'Arte può servirsi di artisti locali che eseguiscono le zone sottostanti con le storie della Genesi, di Giuseppe, di Cristo e del Battista, interrotte dal grande Giudizio Universale.

E questi artisti sono forse Andrea Tafi, Gaddo Gaddi, Cimabue ; il quale ultimo, anche se ormai conviene togliergli definitivamente la Madonna Rucellai di Santa Maria Novella per restituirla a Duccio senese, nella Madonna che da Santa Trinità è passata alla Galleria degli Uffizi si rivela, per quanto ancora legato alla tradizione bizantineggiante, grandioso d'una grandiosità ieratica nella Vergine e nel putto, tragico, quasi, nelle figure dei profeti.