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| FIRENZE | 49 |
Ma ecco d'un tratto Giotto, rompendola con quella tradizione, guardare alla
vita che gli turbina intorno, e quella vita esprimere e rappresentare nelle sue tavole
e nei suoi affreschi, sia che nella Madonna degli Uffizi egli dia per la prima volta
alla Madre Divina un corpo, che appare rigoglioso sotto la veste ed il manto, ed
uno sguardo umano ; sia che nei Crocifissi numerosi — anche se nessuno forse eseguì,
certo ne diresse la esecuzione - pieghi dolorosamente il capo del martire in uno
spasimo appena contenuto, più forse per uno squisito senso di misura che per
un rispetto alla divinità.
Così in Santa Croce, nella cappella dei Bardi, tra le storie di san Francesco, atteggia naturalmente i fraticelli attorno al morto, disteso cereo e disfatto sulla bara, entro le tristi mura del cortiletto conventuale; mentre lì accanto, nella cappella Peruzzi, ora intesse l'idillio gentile di Salome danzante graziosa e composta al