Pagina:Nietzsche - La Nascita della Tragedia.djvu/8

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xii prefazione del traduttore


riosità persistente, quasi che tuttora aspettasse qualche miracolosa parola dell’Autore, e l’ammirazione e il favore degli studiosi insieme e del pubblico, i quali, anche se si rifiutano di pensarlo, sentono che questo piccolo volume è un capolavoro; sentono, che l’Ellenismo e Pessimismo non è un libro di scienza, bensì è il libro di poesia sgorgata dall’anima di un uomo, che con la passione dell’arte intesa da lui come l’espressione della volontà creatrice del mondo, volle alzarsi alla visione profetica di creazioni di arte e di volontà superiori a ciò che è umano e fuori dell’umano, e cadde pietosamente, come un eroe mitico, mito egli stesso del superuomo, nelle tenebre del pensiero spento innanzi la morte.

Libro non di scienza vuol dire, dunque, un libro falso? impiantato sul falso e riboccante di falsità? Tutto al contrario: nessun libro è tanto vero e ribocca di tanta verità, come un libro di poesia. Vero come sono veri i fantasmi della mente e le commozioni dell’animo, il suo errore inconsapevole (onde la sua fondamentale verità) consiste nello scambiare in buona fede le verità fantastiche e le sentimentali per verità reali, per percezioni storiche; ma precisamente quella perfetta buona fede, cioè l’immedesimazione profonda di chi pensa con ciò che pensa, del poeta col suo fantasma, non solo costituisce già per sé stessa una verità storica, ossia la verità di uno «stato d’anima» che nel momento che si produsse esisté davvero quale fu, sibbene im-