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Pagina:Nita Naldi.pdf/13

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abito nuziale e nel suo pallore e, presala fra le braccia, la portò via. Sancho e Carlotta avevano assistito senza ombra di rimorso al terribile spettacolo; ma la donna emise un urlo di rabbia, vedendo che la giovine rivale gli contendeva anche il bandito. Saltò a cavallo e corse loro dietro raggiunta più tardi da Sancho che, per ingiunzione del Tigre, aveva cercato di far sparire ogni traccia dell’eccidio appiccando il fuoco alla vetusta dimora.

Casimiro, tramortito da un colpo ricevuto mentre si slanciava al soccorso di Alonzo e di Giulietta, aveva cercato di trattener invano Carlotta slanciatasi sulle orme di Galpas. Quando si riebbe, provò un fremito al ricordo dello spaventoso scempio e si guardò intorno: nell’incerta luce dell’alba vide un mucchio di rovine fumanti. Si rizzò penosamente, attraversò il cortile e trovò alcuni domestici d’ambo i sessi che si erano salvati nascondendosi prudentemente. Poi si ricordò del suo fratello di latte, che aveva visto cadere, e non tardò a scorgerlo disteso in terra, che non dava segni di vita. Ne ascoltò con angoscia il cuore ed ebbe un fremito di gioia nel constatare ch’era ancora vivo: era difatti ferito e aveva perduto molto sangue, ma rinvenne dopo le prime cure e si potè osservare che la sua ferita non era grave. Risensato, ricordò il passato che pesava su di lui come un incubo: vide le rovine fumanti, apprese con atroce dolore la morte dei suoi cari e chiese penosamente:

— E Giulietta?

— E’ viva — gli rispose Casimiro — ma non è più qui... Fu portata via da colui che vi fronteggiava sulla scala e che mi parve, orribile a dirsi! d’accordo con Carlotta e con suo padre.

Ormai tutto era chiaro agli occhi di Casimiro e di Alonzo che, inginocchiatosi dinanzi alla salma del padre e della nonna, decise di correre sulle tracce di Giulietta e strapparla dalle mani dei banditi.

Galpas, frattanto, si era coi suoi rifugiato nelle rovine del vecchio convento, dove contava di non esser disturbato dalla polizia, almeno per il corso di un
intero giorno. S’era addormentato stanco, e, come lui, aveva ceduto al sonno Carlotta. Giulietta, semisvenuta, era stata gettata in un angolo del sotterraneo: quando si raccapezzò prese a singhiozzare disperatamente. Estrella, la giovine vittima di Galpas, pensando che quella misera fosse una novella vittima del suo tiranno, andò a lei e prese a confortarla affettuosamente: entrambe si raccomandarono con divoto fervore alla Vergine Maria.

Nel pomeriggio, Carlotta si destò e volle dimostrare tutto il proprio disprezzo Immagine dal testo cartaceoNel film “Notte nuziale„a Giulietta, insolentendola e dandole la cruda novella che Alonzo era stato trucidato. La misera mandò un urlo straziante che destò Galpas. Carlotta corse a lui e per avvilire la rivale, gli gettò le braccia al collo e gli porse le labbra per un bacio: ma il Tigre la respinse brutalmente e andò a consolare Giulietta, pretendendo di baciarla... La ragazza riuscì a sfuggirgli di mano, decisa a difendersi fino all’ultimo; ma intervenne in buon punto Carlotta che lo adescò, ricordandogli la promessa con un mondo di vezzi ammaliatori.

— Hai ragione — le disse il bandito — tu vali molto più di lei; ma, a suo tempo, avrà anch’essa la lezione che le riserbo.

Lieta del successo, Carlotta strappò a Giulietta il pettine e il velo bianco che ancor le pendeva dalle spalle, le tolse dal dito il prezioso anello di sposa e se


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