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Pagina:Nita Naldi.pdf/15

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le donne, e, saltato in sella, s’allontanò.

Appena uscito Galpas, Estrella riuscì a svignarsela conducendo seco Giulietta.

— Il tuo rifugio è scoperto — disse Carlotta a Galpas non appena rientrato — Giulietta è fuggita con Estrella; non ci resta che metterci in salvo.

Così pure la pensava Galpas che non si curò più che di passare il confine e condusse Carlotta, non commossa neppure dal rinvenimento del cadavere del padre.

E’ trascorso un anno: Alonzo non ha più udito parlar di Giulietta che stima indegna del suo amore; ha affidato ad un nuovo intendente la fazenda riorganizzata, e viaggia per dimenticare le sue sciagure. Viaggia e beve: non è più che l’ombra di se stesso, ma si ripromette di far pagar cara, un giorno o l’altro, a Galpas i suoi misfatti. Capitò a Buenos Aires e frequentò i caffè-concerto d’infima sfera, dove raccoglieva i sorrisi procaci delle ballerine che lo vedevano spendere largamente. Una di esse si sentì attratta da quell’uomo giovine e ancora bello, che aveva modi e aspetto diversi da tutti gli altri: provò per lui un sentimento
profondo di umile amore. Era Estrella, che, sfuggita al Tigre con Giulietta, dopo d’aver vagato a lungo era finita a guadagnarsi la vita in quel luogo, mentre Giulietta — convinta della morte del suo Alonzo — erasi ritirata in un monastero, dove — dopo l’anno di noviziato avrebbe pronunziato i voti solenni. Nel monastero, spesso Estrella andava a visitarla, poichè conservava per lei un senso di tenero affetto.

Alonzo andava spesso in quel Immagine dal testo cartaceoUno sguardo di viva passione dell’attrice italo-americanacaffè-concerto, o vi mandava l’inseparabile Casimiro, perchè vi aveva appreso da sicura fonte che Galpas — dopo essersi rifugiato qualche tempo in Bolivia — era tornato in Argentina e sperava, un giorno o l’altro, di poterlo pescare.

Una sera, nel momento in cui egli abbandonava quel locale e mentre la sala


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