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Pagina:Nita Naldi.pdf/16

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si vuotava degli ultimi frequentatori, ecco entrarvi un uomo dall’aspetto insolente, seguito da una donna. Estrella, che si preparava ad andarsene, emise un grido di spavento: si trovava faccia a faccia col Tigre e con Carlotta, di cui Giulietta le aveva rivelato tutta la infamia. — Sei qui, canaglia? — le disse quell’orrido ceffo, afferrandola per i polsi. — Sapevo che t’avrei ritrovata... Dov’è Giulietta? Avrai salva la vita a condizione di rivelarmi il suo nascondiglio: ma se non parli o se mi tradisci, guai a te!

La disgraziata tentò di liberarsi, non avrebbe parlato a nessun conto, e già Galpas alzava un pugno su di lei, quando Carlotta gli susurrò all’orecchio:

— Attenzione! Siamo osservati....

Il bandito sedette ad una tavola, senza più preoccuparsi di Estrella che si eclissò, e ordinò da cena. Il giorno dopo, la ragazza corse al monastero ad avvisare Giulietta del pericolo.

— Non temo di nulla, tutto è cancellato dalla mia memoria — le osservò la sventurata — da quando ho perso mio marito e ho appreso la morte di mio padre: fra tre settimane pronuncerò il voto eterno... Sono però inquieta per te... Perchè non vieni anche tu a rifugiarti in questo asilo di pace?

— Non ho il coraggio di rinunziare al mondo.... amo... Amo un uomo che soffre di un profondo e segreto dolore....

— Tu ti prepari amari disinganni e forti dispiaceri... pregherò per te!

Casimiro corre ansimante a raggiungere Alonzo:

— Presto, venite se non volete lasciarvi sfuggire il miserabile...

— Galpas?

— Sì... là, insieme con una donna che non ho potuto riconoscere...

— Giulietta?...

— Forse... ma non so... però ecco... questo gioiello è stato da lui tolto alla compagna e consegnato al padrone dell’esercizio per venderlo... il miserabile è a corto di denari, a quanto pare. Il gioiello era il famoso anello di sposa: Alonzo non avrebbe voluto affrontare colei che era sua moglie, nonostante tutto, caduta nella più abbietta depravazio-
ne; ma pensò che sarebbe indegno di lui l’indietreggiare, e seguì il fedele Casimiro. Entrarono nel locale: no, non era Giulietta e, mentre cercava con l’occhio Galpas assente, pose una mano sulla spalla della donna che non aveva visto entrare i due uomini.

— Ti ritrovo, finalmente, vipera! Dov’è il tuo complice? Che ne avete fatto di Giulietta? Parla o ti schiaccio senza pietà, come una vipera qual sei!

— Vipera sì, ma una vipera che non ti dirà nulla.

Alonzo ebbe un moto di collera contro la perversa creatura quando si vide davanti improvvisamente il Tigre che prima gli voltava la schiena. Alonzo si precipitò su di lui e il Tigre, benchè più alto e grosso, perse l’equilibrio e cadde: il giovine gli fu sopra, prendendolo alla gola e il bandito, sotto l’inesorabile stretta del vendicatore, ebbe qualche moto convulsivo e il rantolo. Carlotta lo sentì perduto e, per salvarlo, urlò:

— Fermati!... egli solo sa dove sia Giulietta...

Il giovine allentò la stretta fatale, ma era tardi. E Carlotta, constatato che l’uomo era morto, urlò:

— Ho mentito per salvarlo! La tua Giulietta è morta... ne abbiamo abbandonato il corpo agli avvoltoi, là tra le rovine del convento...

Il giovine s’abbattè su di una sedia, affranto...

Ed ecco si vede chinata davanti Estrella in dolce atto di conforto: nonostante il terrore d’incontrarvi il Tigre, con la speranza di riveder l’uomo amato, ella era tornata colà e aveva assistito alla scena. Lottò un istante contro il desiderio di lasciare Alonzo nella convinzione che la sua Giulietta fosse morta; ma la lealtà prevalse in lei e, sacrificando il proprio sogno d’amore, rivelò la verità.

Giulietta non aveva ancora pronunziati i voti solenni e potè unirsi all’uomo amato: Estrella trovò più tardi la felicità in un amore devoto che nutrì per lei Casimiro; Alonzo fu assolto per la morte di Galpas, dati i precedenti del bandito e il male a lui cagionato; Carlotta, condannata alla reclusione a vita, a-