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Pagina:Nita Naldi.pdf/7

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meno fisicamente di suo gusto. Opportunamente giunse un ritratto della fidanzata, e la cassa che lo conteneva fu portata nella stanza dove trovavansi il marchese, sua madre, don Alonzo e Carlotta che ricamava. Costei, impaziente di veder la rivale, stracciava la carta dell’involucro mentre i domestici aprivano la cassa. Oh, meraviglia! Il ritratto era di una leggiadrissima creatura, tanto che tutti — don Alonzo compreso — rimasero entusiasmati. Piena di dispetto, invece, Carlotta uscì dalla stanza e fermatasi a contemplarsi in uno specchio, esclamò:

— Sono meno bella di lei, ma... tutto non è perduto! Non sarà quella piccola oca che mi ruberà il mio amore... No e no!... Altrimenti, tanto peggio per lei e per lui!

Il giovinotto, che aveva notato la sparizione di Carlotta, evitò d’incontrarsi con lei; ma ella lo spiava e la scena fu inevitabile. Per calmarla, don Alonzo cercò di affacciare l’argomento della convenienza del suo matrimonio e si lasciò andare fino a darle un bacio, pur prevedendo le noie che ne sarebbero seguite.

Preceduta di un paio di settimane dal proprio ritratto, stava per giungere Giulietta in persona; e il marchese stava dirigendo le trasformazioni e gli abbellimenti della sua dimora, in attesa di ricevervi degnamente la bella sposina. E arrivò costei accompagnata dalla governante e non dal babbo, infermo a Madrid: sbarcata a Buenos Aires, prese la ferrovia di Mendoza, indi una vettura che si fermò ad un certo punto, circondata da un nugolo di cavalieri, secondo un’antica tradizione castigliana. Tra i cavalieri, la giovine riconobbe subito, all’aspetto signorile e prestante, colui che doveva impalmarla. Sollevò
la tendina della carrozza e, mentre Alonzo avrebbe voluto, inchinandosi, baciare quella mano che doveva esser sua, si udì la voce severa della governante:

Vogliate, signore, ordinare al cocchiere di procedere; vi saluteremo, arrivando a destinazione.

Più tardi, la carrozza giungeva alla porta del maniero, insieme coi cavalieri di scorta. Erano ad attenderla sullo scalone il marchese e la vecchia marchesa insieme con don Pedro, sacerdote, già precettore di Alonzo. Quest’ultimo non lasciò loro il tempo di discendere, saltato giù da cavallo era corso ad aiutar la fidanzata. Don Baldassarre dolcemente lo Immagine dal testo cartaceoUn’espressione passionale.scostò ed offrì il braccio alla giovine, il cui volto era completamente nascosto dal velo ch’ella sollevò entrando nella grande sala a pianterreno. Alonzo allora le si avvicinò e le baciò la mano mentre il suo sguardo esprimeva tutti i sentimenti che lo animavano.

— Ecco l’anello di fidanzamento — disse allora, con ispagnola gravità, il marchese al figlio — che i nostri sposi


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