Pagina:Nobile - Difesa della metafisica kantiana, 1936.djvu/6

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6 emilia nobile

che «la metafisica vera e compiuta (p. 97) non può essere altra che quella la quale, immedesimando assolutamente tutte le cose dell’universo nell’unità del principio, differenzia assolutamente questo principio medesimo, secondo la natura propria e speciale di tutte le cose. Assoluta medesimezza nell’assoluta differenza; assoluta differenza nell’assoluta medesimezza, ecco le leggi della vera e compiuta metafisica, ecco le leggi della verità universale ed organica». Or bene, questa concezione e determinazione della compiuta e vera metafisica è in grosso quella stessa concezione che Hegel ha e propugna della Filosofia in genere. Qui credo di non ingannarmi, e credo che un valoroso ed acuto hegeliano come voi non debba dissentire. Dal che tutto mi pare che nel vostro lavoro la filosofia e la metafisica sieno concepite e presentate come identiche. Or bene, non solo ciò non mi pare ammissibile e sostenibile nelle filosofie in genere, ma non mi pare difendibile neppure nella stessa filosofia hegeliana. Non ho bisogno di ricordare a voi, che lo conoscete meglio di me, che nella considerazione del generale obbietto della filosofia, ossia dell’Idea, secondo Hegel, la metafisica è la speciale considerazione di questa in quanto Idea in sè, pura e semplice Idea, Idea come unità delle universali, (non naturali o spirituali) determinazioni che la costituiscono. La quale speciale considerazione è ad un tempo la considerazione logica della Idea, per Forma che Logica e Metafisica vengono incorporate in una sola dottrina, che in Hegel è denominata appunto Logica. Secondo l’hegelianismo dunque Filosofia e Metafisica sono nettamente distinte. Come vedete, vi dico franco e schietto l’animo mio, non solo come voi volete, ma come è richiesto dalla vera amicizia nostra, della vera stima che ho e avrò sempre per voi.

Se a questo mio parere sul punto principale del vostro lavoro debbo aggiungere qualche altra considerazione, e so che voi me la consentite e forse la desiderate, eccola qua. Essendo la generale concezione del vostro lavoro quella che si muove nell’orbita del pensiero hegeliano, ed essendo questo stato seguito ed oppugnato dal positivismo (cantiano) e dell’evoluzionismo (spenceriano), e, per giunta, specialmente oppugnato rispetto alla generale concezione filosofica e alla metafisica, era forse conveniente di considerare nel vostro lavoro anche la oppugnazione di questi ultimi. È vero che voi alla pag. 26 vi riferite all’evoluzionismo, ma vi ci riferite incidentalmente ed indirettamente, non col diretto proposito di rilevare ed apprezzare la opposizione alla metafisica da esso fatta. E quanto al positivismo, la cosa è la stessa.