Pagina:Non più illusioni (Carpi).djvu/22

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L’elemento militare in Austria è poi avvalorato da una diplomazia tradizionalmente abilissima, dotata in grado superlativo di paziente ostinazione, e di versatilità accorta e tenace, la quale non rifugge da nessun mezzo che valga ai propri intenti. Diplomazia, la quale ha arrecato agli Ausburgo più vittorie che non ne abbiano ottenuto dai loro poderosi eppure quasi sempre vinti eserciti.

L’Austria sterminata le mille volte sui campi di battaglia, trovò spessissimo nella scacchiera diplomatica il segreto di rifarsi più potente di prima. Il presente è forse uno di quei periodi nei quali essa tenta l’audace metamorfosi, ove non si reagisca alle sue mene con pari accorgimento ed ardire.

Si consulti la storia, questa grande maestra, ripeterò sempre, dell’umanità, e ne risulterà manifesto come l’Austria sia stata pressochè sempre perdente sui campi di battaglia, e come siasi trovata moltissime volte sull’orlo dell’abisso in modo ben più evidente che nol sia al presente. Eppure per la virtù dei suoi ordini guerreschi, che si prestano a favolose ricomposizioni dei suoi eserciti dopo anche le più clamorose disfatte, per le sottili arti dei suoi uomini di stato, e per una indomita tenacità di proposito, ed una calma ammirabile e previdente nelle sventure, che vuol dirsi virtuosa ostinatezza, finì sempre coll’uscire dalle patite sconfitte più potente e più temuta che per lo innanzi. Per citare qualche data storica che valga a confermare il sin qui detto ed a farne cauti sull’indole, sulle virtù, e sui vizi della nostra naturale avversaria, basta rammentare le epoche di Solimano I, di Sobieski Giovanni III, di Gustavo Adolfo, di Federico il Grande, di Napoleone I e della rivoluzione del 1848.