Pagina:Nota dell'ingegnere Filippo Bignami sulla Ferrovia da Milano a Piacenza.djvu/10

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od all’altro dei lati del trapezio e quindi ad una delle due linee dirette ad intersecarsi sopra Milano. Ciò significa che l’esercito invasore è costretto a procedere scoperto in uno dei suoi fianchi ed esposto alla azione dell’una o dell’altra delle dette linee. — Il caso dello sparpagliamento di forze per assalire simultaneamente tutti i punti laterali non è neppure da ammettersi come stravagante, evidentemente azzardoso e senza precedente esempio.

Ritenuto quindi solo il primo dei due casi proposti, s’imagini come per mezzo del doppio sventaglio delle ferrovie che devono convergere e divergere, da Milano potrebbero rapidamente essere lanciate su quello dei fianchi lasciato esposto dal nemico le forze necessario a farlo riflessivo. È per siffatta guisa che il vantaggio della offensiva nella difensiva e quello delle sorprese, a cui l’esercito Austriaco è assai sensibile, può essere richiamato dalla nostra parte.

Se per es. nel 1848 quando l’esercito Austriaco trovavasi sull’Adda, fosse stato possibile versare in Brescia forze bastevoli per minacciare il basso Oglio, come sarebbesi trovato Radetzki? Esposto nelle comunicazioni, con Garibaldi sulla destra e di fronte l’esercito a sostegno di Milano determinata a resistere, sarebbesi forse mostrato meno esigente. Le combinazioni proprie a turbare il nemico che si avanzi dal Mincio, a farlo incerto, a sminuirlo, si trovano certamente favoreggiate dalla disposizione delle città e di altri punti opportuni fiancheggianti la sua linea inevitabile d’operazione, solo che queste città e questi punti sieno predisposti per una breve resistenza. Ma il colpo risolutivo vuol esser vibrato da Piacenza. Essa posta parimenti di fianco, ma protetta dal Po e per l’antiguardo di Pizzighettone padrona del tratto inferiore dell’Adda, trovasi chiaramente indicata come il più opportuno punto per accogliere il maggior nerbo di forze, da dove liberamente e con sicurezza operare su entrambe le sponde dei due fiumi.

Per la applicazione del principio fondamentale di strategia quale è definito dal Gran Capitano: al momento della battaglia, trovarsi sul campo con forze superiori a quelle del nemico, Piacenza si presenta come punto d’importanza somma. Dalle altre città laterali, possono bensì essere calate delle vantaggiose perpendicolari sui fianchi della linea d’operazione nemica, ma il centro di gra-