Pagina:Note sulla Fine di un regno.pdf/24

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Parlandosi una sera di etimologia di vocaboli, il Volpe, con una serietà stupefaciente, rivolgendosi alla Spia, che lo ascoltava a bocca aperta, gli disse di aver letto in un Dizionario, che la parola preterito derivava da prete e rito, e quella di parrocchiano da occhi ed ano. Infine quel gonzo dopo una ventina di giorni scomparve, e si seppe di aver rapportato alla Polizia, che in quel Caffè si radunava la più dotta e la più allegra compagnia del mondo, e che ivi non si facevano mai allusioni o discorsi di politica. Un’altra ragione che teneva all’oscuro la Polizia del movimento e delle riunioni politiche derivava, in prima, dagli stessi liberali, saldi nella loro fede, uniti con vincoli di grande amicizia e di amor patrio sino dal 48, o dopo la scuola e la serie di tante sventure, cauti divenuti e segreti sino allo scrupolo. E derivava anche dalla Polizia medesima, che non aveva l’acume, la finezza, la sagacia, che si notavano negli altri governi di Europa: mirava piuttosto a terrorizzare il paese, e perciò riusciva crudele più che perspicace e previggente. Così, si spiega come molte volte agisse per semplici sospetti e tirasse botte da orbi. Così si spiega perchè in ultimo ricorse ad un espediente sbalorditoio, assalendo ogni tanto di sera qualche Caffè popolato. Allora tutte le persone ivi raccolte, senza farne la cerna, ma alla cieca ed indistintamente, fossero o no liberali, od indifferenti, venivano legate con funi, ed a guisa di catena di galeotti, menate alla Questura, ove il Capo