Pagina:Nova polemica.djvu/96

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68 prologo.

hanno un gran merito e impareggiabile, quello di aver preparato e condotto la libertà e l’unità della patria » ― Nego, nego, nego.

Prova, amico mio, a pensare la letteratura di cui parli, portata indietro, per esempio, mezzo secolo nella storia. Che effetti avrebbe potuto ottenere ed a che libertà avrebbe potuto condurre nell’ambiente in cui si trovava? Non solo, ma come avrebbe potuto esistere fuori dell’ambiente proprio? O meglio ancora, è possibile concepire l’anacronismo di uno spostamento simile? Dunque non fu la letteratura che preparò e condusse l’Italia allo stato presente, ma furono le aspirazioni italiane che prepararono e crearono la letteratura patriottica della quale tu parli. Letteratura poi, che, salvo le opere di pochi sommi, non fu certo quella del secol d’oro come arte, e che se ottenne qualcuno degli effetti riflessi di cui parlavo, non li ottenne per la sua perfezione intrinseca, ma per l’entusiasmo che trovò bello e preparato negli ascoltatori. Ed oggi la rettorica del quarantotto ci fa sorridere, appunto perchè quell’entusiasmo giovanile non c’è più, e non c’è arte al mondo, che lo possa resuscitare