Pagina:Novellette e racconti.djvu/14

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4 NOVELLA III.

l’estrazione, e la donna udito che fra’ numeri cavati erano 2, 5, 8, che nella sua firma si trovavano, cominciò a gridare, che parea invasata: O Gregorio, o marito mio, siamo usciti di stento; e andatagli attorno lo abbracciava e baciava, che parea uscita di sè per l’allegrezza. Gregorio che, mezzo balordo dal vino, non si ricordava più di nulla, e vedea tanta contentezza, strano e imbizzarrito, le domandava se fosse pazza. Che pazza o non pazza, rispose la donna; ho vinto al lotto: vieni e vedrai la firma. Allora Gregorio, a cui non parea di avere il torto, incominciò a dirle: Vedi tu, il Cielo ti ha gastigata. Va da qui innanzi a far le cose di tuo capo e senza saputa del marito, come hai fatto questa volta. In questa casa non si potrà mai aver un bene per tua colpa. Quella tua firma, quella tua maledetta firma che, istigata dalla tua maledetta astuzia, mi volevi tener celata, il Cielo che non vuole astuzie, me l’ha mandata alle mani tre dì fa, e l’ho venduta. — La povera donna cadde tramortita e ammalò gravemente; e benchè il mercatante comperatore della firma le facesse alcuni presenti di danaro e di robe, poco le giovò, perchè il cervello le va attorno, ed è vicina ad essere pazza affatto.


III.


Burla fatta ad un Parrucchiere.


Domenica, che fu a’ 17 di questo mese, andarono quattro amici goditori all’osteria del ..... Eravi fra loro un parrucchiere di assai buona pasta, il quale per difetto di lingua parlava balbettando naturalmente come fa il Tartaglia per imitazione. Poichè furono stati parecchie ore mangiando, bevendo e motteggiando di varie cose, venuta la notte, disse uno di loro: A che ne andremo noi più a casa stasera? quelle lenzuola casalinghe a me sono venute a noja. Io direi, quanto a me, che dove si è pranzato, si ceni e si dorma: l’oste è buon compagno