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| cxvi | INTRODUZIONE. |
porto inverso del quadrato delle distanze, Horrox va più oltre a indarre che la forza di gravità, la quale non lascia di agire nelle maggiori altezze accessibili all’uomo, si estenda fino alla luna, Borelli congettura che un’attrazione combinata con una forza di proiezione possa ritenere in movimento i pianeti intorno al sole, e Newton giunge con tutti questi precedenti fatti ed induzioni alla spiegazione di tutto il sistema dell’universo, e l’universale gravitazione rende tutto stupefatto il mondo colla fecondità e colla semplicità del suo principio. Questa applicazione di geometria a tutti i rami distendesi della fisica, dall’equilibrio dei liquori fino agli ultimi libramenti delle comete nelle vie più lontane, e Newton rende ragione dell’eccentricità di codesti astri erranti. Le ineguaglianze della luna sono calcolate, e dei movimenti regolari di altri globi celesti si fa l’uso più importante per la navigazione; le maree nascono dall’ineguale attrazione tanto del sole quanto della luna esercitata sulla terra e sull’oceano che la circonda; la precessione stessa degli equinozi non è più che una conseguenza della stessa legge d’attrazione universale. Trovata con misure trigonometriche è la figura della terra, quali i calcoli di Newton l’aveano determinata. Scoperto è il moto progressivo della luce e la misura della sua velocità; determinate sono le parallassi solare e lunare. Bradley scorge l’aberramento delle fisse e la nutazione dell’asse della terra, e cambia aspetto all’astronomia; Louville la diminuzione dell’obliquità dell’eclittica, Cassini mostra il lume zodiacale, e Mairan avverte derivante da esso l’aurora boreale che invece di un fenomeno cosmico non era per li precedenti fisici che una semplice meteora. Clairaut intraprende lo sviluppo del principio delle perturbazioni conosciuto sotto il nome del problema dei tre corpi, una delle innumerevoli e complesse conseguenze del principio di gravilazione, e quasi contemporaneamente Eulero, Mayer, S. Simpson e d’Alembert fanno sempre più progredire le teorie lunari e planetarie, cioè a dire il computo di tutte le ineguaglianze dei loro movimenti, prodotte dalle perturbazioni delle loro attrazioni mutue; e mentre Lagrangia sviluppa e verifica le verità dinamiche divenute poscia le basi di tutto il sistema analitico delle forze e le applica al sistema del mondo, Laplace compie la grand’opera di Newton, e studiando le ineguaglianze planetarie, seguendo il principio della gravitazione nelle sue più lontane conseguenze, riesce a sempre più confermare l’universalità della sua legge ed a compiere il sistema perfetto matematico e dinamico del mecanismo celeste. Laplace, Olbers, Brande, Benzenberg, determinano i confini dell’atmosfera in altezza mediante le loro osservazioni e i calcoli su la riflessione dei raggi della luce.
Le osservazioni degli academici francesi sulle alture di Quito, degli inglesi nelle pianure del Bengala confermate da quelle di Mutis ed Humboldt sulle coste di Caracas spiegano tutto ad un tratto d’un modo insperato i movimenti regolari e diurni dell’atmosfera sotto i tropici, che vengono poscia riscontrati da quelli osservati per la zona temperata da Chiminelli a Padova, da Ramond nell’Auvergne, da Buch nell’Alemagna. Brook Taylor col suo metodo degli incrementi aggiunge un nuovo ramo all’analisi della quantità variabile, Stirling inventa la formola analitica conosciuta poi come teorema di Maclaurin. Lagrangia riferisce tutte le leggi dell’equilibrio del moto ad un solo principio sottoponendolo a un solo metodo di calcolo del quale è egli stesso inventore, colla più perfetta eleganza dello stile analitico. Pardies, Renau, Huygens, Giacomo e Giovanni Bernoulli, Hoste, Bouguer, Eulero, Juan, Ciscar illustrano matematicamente la nautica. — La fisica particolare si estende ed assicura colle esperienze il suo corso. Gli Academici fiorentini inventano l’igrometro, perfezionano il barometro, e l’applicano alle sperienze intorno al peso ed alla elasticità dell’aria; mostrano l’attrazione magnetica indipendente dalla presenza dell’aria; rivelano l’elasticità dei vapori acquosi; misurano con mirabile esattezza la forza che determina l’aumento di volume dell’acqua ridotta in istato di ghiaccio; generalizzano la legge della dilatazione dei corpi operata dal calore, ed instituiscono numerose e belle sperienze sulla celerità del suono, sul peso specifico dell’aria e dell’acqua. Pascal esamina l’aria e i liquori, e determina il peso della prima, l’equilibrio dei secondi. Applica egli il barometro di Torricelli a misurar la elevatezza delle
montagne, e Mariotte a determinare quella dell’atmosfera. Santorio imagina il primo termometro, Renaldini il primo termometro di comparazione, Hales il ventilatore, e Huygens dopo perfezionato il telescopio inventa il micrometro che Auzout perfeziona; Zucchi pel primo concepisce il pensiero di adoperare gli specchi concavi di metallo in luogo degli obbiettivi di vetro, onde conseguire col mezzo della riflessione i medesimi effetti della rifrazione, e guida Newton al telescopio di riflessione; Eulero teoricamente imagina e Dollond eseguisce il telescopio acromatico. Guerike inventa gli emisferi magdeburghesi e scopre la ripulsione elettrica; Amontons la tromba