Pagina:Nuovo discorso proemiale letto nell'Accademia di Filosofia Italica (Mamiani).djvu/13

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Apollo. Occorre, cioè che la sapienza spiri l’idea; poscia l’istinto, l’arte e l’affetto la pongano in atto.

§ XIV. Qualora poi vi spinga curiosità, o accademici, di scandagliare più al fondo le cagioni peculiari ed intrinseche di questa patente contraddizione del secolo di schifare, io vo’ dire, le forti, sublimi e laboriose speculazioni, e rivolgersi tuttavolta con l’intendimento e col desiderio intorno a subbietti che inchiudono, a volerli trattare ed usare, la scienza radicatissima dei sommi veri; e come parimente sia baldanzoso di credere che ai grandi quesiti e novissimi che ogni dì propone a sè stesso intorno agli ultimi fondamenti dell’autorità, della moralità e della ragione, possa competentemente rispondere o con dottrine avventate e superficiali o col mettersi all’opera e aver proposito di edificare ciò che ancora non è disegnato in mente nè architettato, [Dell’imitare i francesi.] io stimo doversene cercar la ragione altresì nel facile e universal predominio che sugli intelletti d’Europa ha ottenuto ed esercitato, è già lungo tempo, una gran nazione, spesso negl’imprendimenti suoi temeraria non che audace e la cui intelligenza e il cui genio, [Carattere loro intellettuale.] così è inchinevole e pronto alle analisi quanto poco addatto e disposto alle sintesi, sottile, disse il Vico, a distinguere e per minuto osservare, non acuto a penetrare il midollo. Supera ognuno nella critica, è inferiore a molti nell’invenzione; ha per naturale e proprio assai più il negare che l’affermare, più il premettere che il concludere, più il deridere che l’ammirare. [Utile forse per addietro, nocevole oggi.] Le quali doti e disposizioni come forse vennero acconcie nel secolo andato, dove abbisognava atterrare molte usurpate autorità e primazie, e purgar le menti dalla nebbia rimasta del medio evo e scuoterle e addestrarle al lume di nuove teoriche e a non fuggire per viltà qualche paurosa sembianza del vero; così tornano improprie ed insufficienti a ricolmare il gran vuoto che nelle credenze antiche e ne’ sentimenti più puri e men materiali s’è fatto. [Scienza Inglese.] Nè all’ingegno impaziente e mutabile de’ nostri vicini e all’influsso non salutare di loro scuole e dottrine ha procurato schermo e compenso generale bastevole il senno inglese e il germanico; perchè quello soddisfatto dei proprii ammirabili istinti,