Pagina:Odissea (Pindemonte).djvu/364

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libro duodecimo 349

Che più si tarda? Meniam via le belle
Giovenche, e sagrifici ai Numi offriamo.445
Chè se afferrar ci sarà dato i lidi
Nativi, al Sole Iperïone un ricco
Tempio illustre alzeremo, appenderemo
Molti alle mura prezïosi doni.
E dov’ei, per li buoi dalla superba450
Testa crucciato, sperder voglia il legno,
Nè alcun Dio gli contrasti, io tolgo l’alma
Pria tra i flutti esalar, che, su deserta
Isola stando, intisichir più a lungo.
     Disse; e tutti assentiano. Incontanente,455
Del Sol cacciate le più belle vacche
Di fronte larga, e con le corna in arco,
Che dalla nave non pascean lontane,
Stavano ad esse intorno; e, côlte prima,
Per difetto, che avean di candid’orzo,460
Tenere foglie di sublime quercia,
Voti feano agli Dei. Compiuti i voti,
Le vittime sgozzaro, e le scojaro,
E, le cosce tagliatone, di zirbo
Le copriro doppiate, e i crudi brani465
Sopra vi collocaro. Acqua, che il rosso
Vino scusasse, onde patian disagio,
Versavan poi su i sagrifici ardenti,