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Pagina:Olesia.djvu/295

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in apparenze, io passava le ore intere a occhi chiusi. In quei momenti Edwige e Maria struggevansi in lagrime, e nonostante io non era mai stata piena di speranza come allora; tutta la mia esistenza s’era rifugiata nel mio cuore. Col braccio appoggiato sul guanciale che sosteneva mia figlia, io dicea fra me stessa: — I miei progetti, la mia felicità, il mio avvenire, tutto è qui.

„Il medico non mi lasciava punto, e le sue inquietudini erano estreme. Edwige e Maria lo interrogavano ogni momento. — Gli è da quella fragile esistenza, diceva egli accennando mia figlia, che dipende ogni mio timore ed ogni speranza. Io aveva voluto dar latte, ma nel mio totale spossamento non adempiva più a tal dovere che per istinto; appena mi restava forza bastante stringere la bambina al mio seno.

„Una notte, dopo qualche ora di sonno, fui risvegliata da un gemito; l’orecchio d’una madre è attivo, e il mio soltanto udì quel debole strepito. Aprii gli occhi, e vidi le mie due fe-