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Pagina:Olesia.djvu/301

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„Da quel momento la mia salute migliorò e ben presto i miei giorni scorsero in seno alla più perfetta felicità. In quel vecchio castello circondato di neve, privata delle distrazioni alle quali era avvezza, l’inverno mi passò come un sogno felice.

„Verso il principio della primavera, la famiglia ebrea parti per l’Ungheria, e la giovine madre venne a dirmi addio. Io osservai sul suo volto una grande melanconia, ma l’attribuii al dispiacere di dover lasciare un soggiorno pacifico per riprendere la sua vita errante. Ella tenea fra le braccia il suo figlio, e vi guardava alternativamente ambedue. Io vi avea consegnata ad una delle mie donne, essa s’accostò a voi, e parve un movento indecisa, quindi, come cedendo ad un moto al quale le era impossibile resistere, depose sulle vostre labbra un affettuoso bacio. Quest’azione mi sorprese, e la donna che vi portava sdegnata retrocedè; io vidi allora delle lacrime negli occhi della giudea, e