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Pagina:Olesia.djvu/305

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m’ebber lasciata e mi abbracciò struggendosi in lacrime. Era l’amplesso dell’addio. Inquieta pel suo avvenire, essa sentiva alfine il valore di ciò che lasciava. Io risolsi di profittare della sua commozione. Per vederla più a lungo che fosse possibile, feci portare nella mia camera un letto che fu destinato per lei. Noi ragionammo lungamente a solo a solo. Prima di chiamar le mie donne, io la condussi a dire le sue devozioni davanti a un gran quadro della Vergine a piè del quale avevo situata la vostra culla, e quando essa ebbe fatti dei voti per la mia felicità, io le dissi: — Eleonora, se voi desiderate realmente ch’io sia felice, ripetete dopo di me le parole che vi suggerisco:

— Io giuro d’osservare un silenzio perpetuo sul segreto che ho scoperto. La Provvidenza nel confidarlo alla mia discrezione m’ha dato un mezzo di provare la mia riconoscenza. Io non ho ancora l’età da conoscere il valore d’un giuramento, ma se ignoro quel che serba Iddio agli spergiuri, so però ch’ei punisce gl’ingrati.