Pagina:Opere complete di Galileo Galilei XV.djvu/376

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di nuovo quelli emuli che per sua mala sorte in tutte l'altre opere sue egli aveva sperimentati; ma ben, per dimostrar gratitudine alla natura, voleva comunicar manuscritte quelle che gli restavano a varii personaggi a lui ben affetti et intelligenti delle materie in esse trattate. E perciò avendo eletto in primo luogo il Sig.r Conte di Noailles, principalissimo signor della Francia, quando questi nel 1636 ritornava dall'ambasciata di Roma, gli presentò una copia de' suoi Dialogi o pur Discorsi e Demonstrazioni matematiche intorno a due nuove scienze della meccanica e del moto locale; i fondamenti del quale, insieme con moltissime conclusioni, acquistò sin nel tempo che era in Padova et in Venezia, conferendole a' suoi amici , che si trovarono a varie esperienze ch'egli di continuo faceva intorno all'esamine di molti curiosi problemi e proposizioni naturali. Accettò il Sig.r Conte come gioia inestimabile l'esemplare manuscritto del sig.r Galileo; ma giunto a Parigi, non volendo defraudare il mondo di tanto tesoro, ne fece pervenir copia in mano alli Elsevirii di Leida, i quali subito ne intrapresero l'impressione, che restò terminata nel 1638.

Poco dopo questa inaspettata pubblicazione, concedendomisi l'ingresso nella villa d'Arcetri, dove allor dimorava il sig.r Galileo, acciò quivi io potesse godere de' sapientissimi suoi colloquii e preziosi ammaestramenti, e contentandosi questi che nello studio delle matematiche, alle quali poco avanti mi ero applicato, io ricorresse alla viva sua voce per la soluzione di quei dubbii e difficoltà che per natural fiacchezza del mio ingegno bene spesso incontravo, accadde che nella lettura de' Dialogi sopradetti, arrivando al trattato de' moti locali, dubitai,