Pagina:Opere di Procopio di Cesarea, Tomo II.djvu/122

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102 GUERRE PERSIANE

appellato golfo Arabico, per essersi in altri tempi colla voce Arabia indicato quanto havvi paese da trascorrere prima di arrivare nel territorio della città di Gaza1, soggetta in allora all’arabo monarca.

  1. Gaza é città della Giudea nel fine,
    Su quella via che in ver Pelusio mena:
    Posta in riva del mare, ed ha vicine
    Immense solitudini di arena.


    Due furono le città di questo nome ed a breve distanza tra loro. L’antica, fabbricata dai Maccabei, ebbe rinomanza per le imprese di Sansone, che trasportonne sopra gli omeri le porte alla sommità del vicino monte, e scosse quindi le colonne del tempio, atterrollo, morendovi egli stesso con un grandissimo numero di Filistei. L’altra fu celebre per essersi valorosamente difesa contro i Macedoni capitanati da Alessandro, il quale investendone le mura venne ferito colla spalla da un colpo di catapulta. I suoi cittadini poi ben anche quando videro entro le mura il nemico non cessarono dal guerreggiare, ma concentratisi morirono tutti combattendo. Il Macedone condusse in ischiavitù i figli e le mogli loro e ripopolò la città colle genti intorno, valendosene come d’un presidio per la guerra. « È lontana Gaza dal mare circa venti stadj, ma la via vi sale arenosa e profonda, ed il mare è tutto limaccioso nelle adiacenze. Era città grande sulle cime d’un colle alto, e fortissime mura la circondavano. È l’ultima che si abiti nell’ingresso della solitudine per chi viene dalla Fenicia nell’Egitto » ( Arr., Spediz. di Aless., tom. i, lib. ii).

    Ecco in fine l’elogio fatto da Polibio a questa popolazione : « A me sembra giusto insieme e convenevole di rendere ai Gazei la meritata testimonianza. Imperocché quantunque nelle gesta belliche non sieno più valorosi degli altri abitanti della Celesiria, molto pertanto li avanzano nel coltivare le società e nel