Pagina:Opere di Procopio di Cesarea, Tomo II.djvu/126

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106 GUERRE PERSIANE

Questi due popoli adorano le pagane divinità, e specialmente Iside, Osiride e Priapo, alle quali i Blemj aggiungono sagrifizj di umane vittime al Sole.

XI. I barbari quindi sino a’ dì nostri furono possessori del tempio di File, ma Giustiniano credé opportuno demolirlo, e Narsete persarmeno, dichiaratosi come scrivemmo1 fautore delle parti romane, fece eseguire mentre reggeva quelle contrade l’ordine antedetto, im-

    remote un mezzo efficacissimo per conciliare gli animi de’popoli, e indurli a vivere in buona concordia tra loro; quindi é che quegli Ionj, i quali dall’Europa migrarono sui lidi della Caria, e que’Doriesi che misero la sede loro ne’luoghi dintorno, fondaronsi tempj comuni, erigendo i primi in Efeso quello di Diana, e gli altri in Triopia quello d’ Apollo. « E là congregandosi colle mogli e co’ figli ne’ giorni destinati li solennizzavano con sagrifizj, con mercati, con certami equestri, ginnici e musici, e con pubblici donativi agli Dei. E mentre sedeano a spettacolo, mentre mercatantavano, mentre davansi altre significazioni d’amore, intanto se ci aveano offese fatte ad una città, giudici fissi per la dieta o decidevano la guerra co’ barbari, o trattavano la riunione dei Greci tra loro. Servio Tullio anch’egli onde conciliare e congiungere le genti latine, sicché scindendosi o guerreggiandosi tra loro non fossero al fine spogliate della libertà dai barbari intorno consigliavali che fondassero a spese comuni in Roma un tempio di asilo inviolabile, ove le città riunite sagrificassero ogni anno per se stesse e per tutti, facendovi concorso nei tempj che destinerebbero » (Dionigi d’Alic., lib. iv; V. inoltre Polibio, lib. ii, § 39; e Pausania, lib. vii). Diocleziano ascese il trono correndo l’anno 284 dell’era volgare, domò l’Egitto nell’anno quarto del suo imperio e mori nell’anno 304 dell’era suddetta.

  1. (1) Cap. 15, § 9 di questo libro.