Pagina:Opere di Procopio di Cesarea, Tomo II.djvu/130

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110 GUERRE PERSIANE


II. Belisario in pari tempo ricevé ordine di tornare in Bizanzio, e giuntovi ebbe la capitananza dell’esercito raccolto a combattere i Vandali, riportando Sitta 1 il comando delle truppe contro la Persia, da dove in quello stante le armi reali, condotte dal canarange, da Aspebedo e da Mermeroe, mettevan piede nella Mesopotamia.

III. Questi nelle marce loro non incontrato impedimento alcuno, presero tosto ad assediare Martiropoli2, essendovisi rinchiusi Buze e Bessa per difenderla. Tale città, situata nella regione detta Sofanene, ha da settentrione alla distanza di dugento quaranta stadj Amida, e poco lontano dalle sue porte il fiume Ninfio3, che divide i confini dell’imperio e del regno. I terrazzani però avvegnaché investiti fortemente dal nemico, respinsero pieni di coraggio i primi assalti, ma con tutta la bravura loro ben si capiva che non avrebbero fatta lunga resistenza per lo mal essere di quelle mura impotenti a reggere contro una gagliarda scossa; oltre di che mancavano là entro e vittuaglie e macchine all’uopo. Sitta pervenuto colle truppe ad Attaca4,

  1. (1) V. cap. 19, § 4; cap. 15, § 2.
  2. (2) Conosciuta in oggi sotto il nome di Miafarekin, distante da Amida non maggior intervallo di quello che un ben cinto camminatore, per usare la frase di Erodoto, possa scorrere in una giornata.
  3. (3) Altri leggono Nimfeo. Basilinfa o Barema nei geografi orientali; Plinio il descrive sotto il nome di Tigri.
  4. (4) È forse la nominata Astaca da Appiano nella Guerra siriaca.