Pagina:Opere di Procopio di Cesarea, Tomo II.djvu/247

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LIBRO SECONDO 225

nell’esercito persiano la nuova della comparsa di Belisario nel regno, della battaglia da lui data presso a Nisibi, della capitolazione di Sisaurano, e del bottino fatto da Areta nell'Assiria1, Cosroe presidiata la vinta città, ritornò con le truppe e co’ prigionieri in Persia, mettendo fine alla seconda spedizione contro de’ Romani. Belisario parimente ebbe ordine da Giustiniano di trasferirsi in Bizanzio, dove passò tutto il verno.


CAPO XX.
Terza scorreria di Cosroe in quel de' Romani — Sua malvagità sacrilega verso Candido vescovo di Sergiopoli. — Tenta sorprendere questa città. — Vuol condurre l’esercito nella Palestina, e mettere a sacco il tempio Gerosolimitano — Frettoloso ritorno di Belisario in Persia. — Lettera di Giusto nipote di Giustiniano a Belisario. — Risposta del condottiero.


I. All'apparire di primavera Cosroe figliuol di Cavado assalì una terza volta con oste poderosa le imperiali terre aventi l'Eufrate a sinistra. Valicatene le frontiere, Candido vescovo di Sergiopoli rimembrandosi trasgressore delle promesse dapprima fattegli n’ebbe grave temenza per sè e per la città; non di meno sentendolo vicino con tutto l'apparato guerresco, andogli spontaneamente innanzi per ottenerne perdono e supplicarlo che non punisse di sue colpe l'innocente Sergiopoli; e’ addu-

  1. V. cap. 19.
Procopio, tom. I. 15