Pagina:Opere di Procopio di Cesarea, Tomo II.djvu/357

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LIBRO PRIMO 331

il duce Tattimul con qualche soldatesca, la quale maestrevolmente condotta dal ribelle pervenne a riconquistare quelle terre intanto che i Vandali eranne lontani; e quando il costoro duce Gilimero volea prenderne le vendette fu costretto a rivolgere l’animo a più gravi faccende, conciossiachè uno de’ suoi capitani nomato Goda, della stirpe de’Goti, d’animo sagace, diligente nelle imprese e tenuto fedele al suo re, stato essendo prescelto a reggere la Sardegna1 coll’obbligo d’un tri-

  1. (1) Intorno al nome di quest’isola scrivea Pausania : « La Sardegna per grandezza ed abbondanza non la cede alle isole più lodate : quale fosse l’ antico nome, che dai nazionali avea, nol so ; que’ Greci però che navigarono per commercio la chiamarono Icnusa (Ιχνοσ, orma), perchè la figura dell’isola è molto simile all’impronta del piede umano. La sua lunghezza é di mille e cento venti stadj; di quattrocento settanta la sua larghezza. Si dice che i primi a passare con navi nell’isola furono Africani, e loro condottiere fu Sardo di Maceride di Ercole, al quale si dà il soprannome di Egizio e di Africano. Molto celebre fu il viaggio di Maceride a Delfo. Sardo poi portò gli Africani in Icnusa, e perciò l’isola cangiò il nome nel suo... I Cartaginesi quando eran forti nella marina, soggiogarono tutti quelli che nella Sardegna trovavansi, ad eccezione degli Iliesi e de’ Corsi, ai quali per non essere posti in ischiavitù bastò la sicurezza de’ monti. » Edificarono nell’isola i Cartaginesi medesimi città Carnali ( detta parimente Carali o Calari, ora Cagliari) e Silli . . . Le parti dell’isola rivolte a settentrione ed al continente dell’Italia, sono monti di difficile accesso i quali uniscono le loro falde gli uni agli altri; che se li passerai navigando, l’isola dà porti alle navi, e le cime de’ monti mandano al mare venti irregolari e forti. Nel mozzo di essa s’ergono monti più