Pagina:Opere di Procopio di Cesarea, Tomo II.djvu/72

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52 GUERRE PERSIANE

sepolto1 e per tai colpe fu sentenziato di morte. Cavado finse compiangerlo siccome legato seco in amicizia, non gli fe grazia però, avvegnache gli dovesse ed il regno e la vita, velando il suo mal talento col frivolo pretesto di rispetto alle leggi2. In cosiffatta guisa la calunnia condusse a morte Seose, ed in lui ebbe principio e fine la dignità d’adrastadara-selane, non leggendosi ne’ fasti persiani che altri mai più riportasse tanto onore.

X. Rufino parimente accusò Ipazio all’imperatore, il quale toltolo subito di carica, fe comando per isco-

  1. (1) Vedi l’antico uso persiano riguardo ai morti. Allo spirare di qualcuno i più stretti consanguinei trasportavanne il cadavere fuori della città, ed ignudo gittavanlo ai cani ed a gli uccelli di rapina perche fosse divorato; né quindi curavansi raccorne le ossa, abbandonandole disperse sopra il terreno. Quanto più sollecitamente poi erane consumate le carni, tanto estimavasi maggiore la purezza dell’anima sua, tenendo per lo contrario segno di grandissime colpe da espiare il ritardo posto dalle belve nel dar fine a quel cibo; laonde sendo il morto poco o nulla tocco da esse piangevasi amaramente come ridotto ad una tristissima condizione, e da orrendi supplizj crucisso. Addivenendo altresì periculosamente infermo alcuno della truppa era adagiato vivente sull’aperta campagna con poco pane, poc’ acqua ed un bastone accanto, acciò a esse mezzo di nutrirsi e di allontanare le fiere sinché rimaneagli un resto di forza; al cessar della quale però non di rado andava soggetto ad essere lacerato semivivo. Che se tornava in salute era da tutti fuggito siccome profano, ne potea riprendere le sue ordinarie funzioni se non se quando fosse stato purificato dai maghi, e ridonato al commercio della vita.
  2. (2) V. cap. 6, § 1.