Pagina:Opere varie (Manzoni).djvu/92

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86 adelchi

                     desiderio.
                                          Compiuta
È la tua impresa: non ha più nemici
Il tuo Romano: intera, e tal che basti
Al cor più fiacco ed iracondo, ei gode
La sicurezza e la vendetta. A questo
Tu scendevi, e l’hai detto: allor tu stesso
Segnasti il termin dell’offesa. Ell’era
Causa di Dio, dicevi. È vinta; e nulla
Più ti domanda Iddio.

                        carlo.
                            Tu legge imponi
Al vincitor?

                      desiderio.
                   Legge? Oh! ne’ detti miei
Non ti fingere orgoglio, onde sdegnarli.
O Carlo, il ciel molto ti diè: ti vedi
Il nemico ai ginocchi, e dal suo labbro
Odi il prego sommesso e la lusinga;
Nel suolo ov’ei ti combattea, tu regni.
Ah! non voler di più: pensa che abborre
Gli smisurati desideri il cielo.

                        carlo.
Cessa.

                      desiderio.
             Ah! m’ascolta: un dì tu ancor potresti
Assaggiar la sventura, e d’un amico
Pensier che ti conforti, aver bisogno;
E allor gioconda ti verrebbe in mente
Di questo giorno la pietà. Rammenta
Che innanzi al trono dell’Eterno un giorno
Aspetterai tremando una risposta,
O di mercede o di rigor, com’io
Dal tuo labbro or l’aspetto. Ahi! già venduto
Il mio figlio t’è forse! Oh! se quell’alto
Spirto indomito, ardente, consumarsi
Deve in catene!.... Ah no! pensa che reo
Di nulla egli è; difese il padre: or questo
Gli è tolto ancor. Che puoi temer? Per noi
Non c’è brando che fera: a te vassalli
Son quei che il furo a noi: da lor tradito
Tu non sarai: tutto è leale al forte.
Italia è tua; reggila in pace; un rege
Prigion ti basti; a stranio suol consenti
Che il figliuol mio....