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popolari nel dialetto vastese
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La tradizione di questo fatto doloroso, si conserva nella città nostra da più di tre secoli; ed a chi à molte ribalderie sulla propria coscienza si dice che «n’à fatte cchiu ässe che Battištälle.»[1]
- ↑ Sempre nel medesimo significato si dice pure: «n’à fatte cchiù ässe che Catîcce,» un altro cattivo arnese che deve la sua celebrità alle tante furfanterie commesse; ed anche: «n’à fatte cchiù ässe che Pitre Bajalarde.» (Pietro Bajardo)