Pagina:Orlandino.djvu/26

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
26


Se non per l’elmo, idest in la uisiera
     ti pigliero a onta di Macone
     e lancierotti con terribel ciera
     doue tien la concubina Endimione
     e giu non tornerai fino a sta sera
     stupir facendo il cielo, e le persone
     perche le mosche affamate a improuiso
     t’haran pappato gli occhi il naso, el uiso.

Tal ferita uo darti con la spada
     ch’una uela di naue andar per tasta
     parra chel mondo al di giuditio cada
     nello incontrar chio ti faro con lhasta
     con cui nel petto uo farti una strada
     che dirai non di carne son di pasta
     tu intendi, se sei sauio smonta, e scorta
     la staffa, e fa con riuerenza accorta.

L’Almansor ch’ode quel brauar furioso
     somiglia un huom a cui rimira un cane
     il qual è brutto, ner, tutto piloso
     ch’abbaia, e poi non morderebbe il pane
     & pare in uista tutto dannoloso
     sta su l’empir le calze d’ambracane
     cotal facea l’armorum dictum Cardo
     al brauar magno del guerrier dal Pardo.