Pagina:Osservazioni di Giovanni Lovrich.djvu/191

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bollor di State, se si getta in essa qualunque peso, il vento lo rispinge. Di Verno la furia del vento Cavernoso niente si accresce, e se Borea dovesse aver qualche relazione con esso, soffiarebbe perennemente, che non soffia. Credesi anche, che se il giorno di S. Giorgio piove, v’è abbondanza di ogni sorta di biade. Si osservò, che il giorno di S. Giorgio non piovette, e l’abbondanza fu somma, e viceversa. Egli è un difetto troppo comune di que’, che sono indurati in qualche opinione, osservar solamente ciò, che loro è parziale.

Ma vegniamo alle predizioni, che deducono i Morlacchi dai segni Celesti. Ebbi motivo di raccor molte strane opinioni nell’apparizione della Cometa del 1769, e dell’aurora Boreale dell’anno stesso. La Cometa per più giorni si fece vedere verso la mezza notte nel mese di Agosto, e poi disparve, e tornò comparire di Ottobre. La sua coda volgeva all’Oriente, e questo era segno della sicura distruzione de’ Turchi per la guerra, che aveano allora co’ Moscoviti. Questa fu la prima opinione. Ma succedè, che ai 28. di Novembre dell’anno stesso si fece sentire un terremoto, che per le memorie, che si ànno in Dalmazia, pochi vi furono de’ simili. Allora distrutta la chimerica supposizione, che la Cometa fosse causa della rovineFonte/commento: Pagina:Osservazioni di Giovanni Lovrich.djvu/269 de’ Turchi, la credettero l’annuncio di un sì terribile terremoto, ed ebbero ragione, poichè non avvenne un mal peggiore, di cui la potessero incolpare. La sera innanzi a questo terremoto sorse all’improvviso il vento Boreale, ed il contrasto de’ nugoli, più neri del carbone dimostrava una quantità di materia ellettrica in aria. Furono osservati la notte stessa alcuni lampi a Ciel sereno, e questi sono atti a metter in somma costernazione il popolac-