Pagina:Osservazioni di Giovanni Lovrich.djvu/193

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i Morlacchi soli erano imbevuti di queste fantastiche opinioni, ma quelli ancora, che sono tenuti ad annientarle, e vi trovarono il loro conto. L’aurora Boreale, che altre volte dinotava il sangue, che si à da spargere fra le Nazioni guerreggianti, e che perciò si vedeva anche degli uomini combatter in aria, era un segno tra gli altri dell’iminente fine del mondo. Questa più volte si fece veder verso le parti Boreali, di poi cangiar situazione, e girsene verso Tramontana, e verso l’Occidente. La Luna colla croce, che non mancavano veder le fantasie prevenute, prediceva anch’essa l’annientamento del genere umano, e la immaginaria comparsa finalmente di un uomo straordinario, mai più veduto, non lasciò più dubitar un momento. La Storia di questo si raccontava nel modo seguente. Un Morlacco, che per ben santificar le Feste del S. Natale, conduceva del vino in due otri, quanto potea portar il suo cavallo da somma, a casa propria, e prevedendo di non poter arrivar in un giorno al luogo stabilito, se ne andò a pernottare in un bosco fuori di mano. Ivi con somma meraviglia trovò un’uomo di statura straordinaria, che girava dalloFonte/commento: Pagina:Osservazioni di Giovanni Lovrich.djvu/269 spiedo un Bue intiero, per arrostirlo. La paura del Morlacco nel veder questo, come ognun si può immaginare, fu grandissima, ma il buon uomo gli fece coraggio, e volle, che cenassero insieme tutti e due. Il Gigante, che così convien chiamarlo, mangiò tutto il Bue, eccettuata la piccola porzione, che poteva mangiar il suo compagno, e dopo aver mangiato, bevette i due otri di vino, che il Morlacco conduceva per la famiglia, e con somma pontualità lo pagò anche più di quello era il suo valore. Nel dividersi dal Morlacco gli fece noto, ch’egli era la Fame, che girava pel