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132 PARTICELLE-DI-LUCE E ONDE-DI-MATERIA

Nel 1913 il danese Bohr riuscì a spiegare la stabilità della struttura atomica partendo dall’ipotesi le orbite elettroniche fossero determinate da poche regole empiriche. Queste regole furono spiegate molti anni dopo dalla teoria quantistica, attribuendo alle particelle elementari caratteristiche tipicamente corpuscolari e ondulatorie insieme.

Sull’interpretazione della funzione d’onda nacque una lunga e durissima controversia che vide schierati su opposti fronti Einstein, de Broglie, e Schrödinger per una interpretazione “realistica”, mentre sull’altro fronte Bohr, Born, Heisemberg, difendevano l’interpretazione “probabilistica”. Su questa epica controversia il lettore interessato potrà consultare una vasta letteratura, in cui elementi rigorosamente scientifici sono mescolati a considerazioni filosofiche, e vicende di carattere strettamente personale.

Coloro che non conoscono l’ambiente della Fisica teorica difficilmente possono immaginare l’alto livello di animosità dei contendenti, che si batterono per lunghi anni senza risparmio di energie intellettuali. Alla fine prevalse l’interpretazione di Bohr, detta “di Copenaghen”, che si basa sul principio di complementarietà, per il quale le manifestazioni ondulatorie e corpuscolari sarebbero effetti “complementari” determinati dall’apparato sperimentale dell’osservatore.

Schrödinger considerava la “complementarietà” di Bohr un concetto vago e fumoso, che nascondeva essenzialmente l’ignoranza dei fenomeni. Nonostante ciò questa interpretazione è diventata uno dei fondamenti assiomatici della teoria quantistica. I fatti sperimentali sono indiscutibili, ma l’interpretazione corpuscolare e quella ondulatoria sono inconciliabili. Il dualismo onda-corpuscolo è rimasto quindi un fatto misterioso che sfugge ad ogni possibilità di comprensione, per cui nel linguaggio comune si è affermata l’interpretazione più semplice:

se le particelle elementari manifestano effetti corpuscolari ed ondulatori, ciò significa che per loro natura sono insieme corpuscoli e onde”.


Questa affermazione è incomprensibile, non è sostenuta da sicure evidenze sperimentali, e sarebbe invalidata dal Principio operazionale.